Io sto con il Signore

IMG-20160608-WA0004Io non ho conosciuto il Signore, Egli mi ha fatto grazia di rivelarsi al mio cuore. E non lo ha fatto in un momento difficile della mia vita e, credetemi nel mio piccolo, qualcuno l’ho avuto. Lo ha fatto in un momento di grande serenità, quando ormai dopo aver attraversato una furiosa tempesta di dolore, morte, dissesti finanziari e familiari, il sole risplendeva di nuovo alto nella mia vita. E il senso era questo: prima ti sei dedicata agli altri, poi a te stessa, ora dedicati a me.Mi ha parlato attraverso il verso 7 del Salmo 34: “L’angelo dell’Eterno è accampato attorno a coloro che Lo temono e li libera”, facendomi ricordare un fatto accaduto moti anni fa, che mi ha fatto comprendere che Egli ha sempre vegliato su di me e in un certo modo ha guidato i miei passi, poiché se così non fosse stato, se Egli non avesse avuto a cuore il mio bene, non sarei arrivata fin qui.

Ed ecco un altro versetto a conferma: Isaia 45:4: “Io ti ho chiamato per nome, ti ho designato, sebbene non mi conoscessi”. Questo rapporto così esclusivamente personale, mi ha portato a cercare di approfondire questa conoscenza da sola, leggendo la Parola, meditandola,pregando, non da ultimo cercando su Internet. Per un lungo tempo ha funzionato, la mia comunione con l’Alto aumentava di giorno in giorno, sempre più spesso arrivavano risposte senza quasi fare domande: un versetto arrivava puntuale a spalancare una nuova finestra di comprensione. Poi, dopo un po’ l’emozione non era più forte come prima, più cercavo di comprendere e più questa comunione si affievoliva. Ed ecco un altro versetto rivelatore Matteo 18:20: “Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” l’avevo letto molte volte, ma solo ora comprendevo quello che era il significato per me: mi mancava il secondo! Ero a conoscenza del Movimento Pentecostale e delle ADI, così mi sono messa su Internet a cercare una chiesa vicino casa ed andai al mio primo culto. Mi ricordo perfettamente quella domenica mattina: la sera prima avevo già preparato gli abiti da indossare, mi ero alzata presto e mi ero vestita con grande emozione, ma soprattutto con un senso di aspettativa mai provato prima. Mi spiego meglio con un esempio estremo: un appassionato d’opera che va alla Scala a sentir cantare Pavarotti, un goloso che mangia una enorme fetta di torta alla panna, un patito del benessere che passa una giornata in una Spa. La mia sensazione era questa: una volta in chiesa sarei stata benissimo e la mia comunione con l’Alto si sarebbe esponenzialmente moltiplicata. Ebbene, come potete facilmente immaginare, non è stato così…. Mi sono sentita così fuori posto, che ho deciso che non faceva per me. Si è rinsaldato in me il convincimento che Dio è una faccenda personale e perciò tale doveva rimanere. In realtà era anche una questione di comodo: mi è naturale stare da sola, spontaneo e facile: mi permette di fare le cose a modo mio… Così ho continuato a vivere la mia “buona” vita e quello che io credevo fosse un rapporto con Dio esclusivo, a poco a poco si stava trasformando in un rapporto solitario. Dopo un periodo in cui il lavoro è stato pressoché il solo protagonista, io, che tutto avevo apparentemente sopportato e superato, confidando nelle mie sole forze, per altro già ben sperimentate, avevo perso il controllo della mia vita e non sapevo più prendere la benché minima decisione, perciò non facevo più niente. Mi era difficile anche il confidarmi, perchè mi sembrava, parlando delle mie sensazioni, di essere irriverente ed irrispettosa verso di Lui. Notti insonni si alternavano a insensati giorni. In realtà un progetto più grande si stava delineando per me: l’Eterno era all’opera! Pur avendomi dato molti segni della Sua benevolenza, io non capivo cosa volesse davvero da me. E allora mi ha costretto all’angolo, perché mi voleva al Suo servizio. Visto che non riuscivo a comprendere appieno la potenza della Sua presenza nella mia vita, mi ha fatto percepire la Sua assenza, ed è stato terribile. Ho compreso che in alcuni casi possiamo misurare l’immensità dell’Amore di Dio nello smarrimento che ci pervade in mancanza di tale Amore. E’ stato quasi inevitabile decidere di prendermi una pausa dal mondo per dedicarmi alla lettura della Parola, alla ricerca di una comunione con l’Alto più vera e profonda, alla preghiera, che finalmente è risultata gradita.  Fatalmente e fedelmente conquistante il Suo accompagnarmi nella Sua casa: una sera dei primi di Ottobre, è riemerso, audace il versetto 18:20 di Matteo:“Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”, e si è ripresentata impellente la mancanza del secondo. Allora, mi sono collegata ad Internet e ho cercato di nuovo l’indirizzo della chiesa  che avevo visitato quell’unica volta, e mentre cercavo, già il nemico cominciava a darmi battaglia: e se poi torno in chiesa e non sto bene? Non posso provare ogni chiesa della provincia di Milano, finchè trovo quella giusta per me, la chiesa non è un fitness club! Forse meglio lasciar perdere! Ma ormai la maschera di Google era già sull’indirizzario: lo sapevate che Dio alla bisogna è anche un ottimo hucker informatico…? Ebbene, cercando quell’ indirizzo, compariva sempre quello di Cornaredo, e soprattutto la mail del pastore. E la sensazione forte è stata: scrivi una mail al Pastore, presentati e raccontagli la tua storia, mettilo a parte di quel senso di aspettativa che ti frena. Se la risposta del Pastore è stata puntuale, quella di Dio lo è stata ancora di più: la prima sera che sono arrivata in chiesa, sono nuovamente stata assalita dalla sensazione di inadeguatezza, di probabilità di aspettativa disillusa, che quasi mi stava trattenendo a casa. Durante il breve tragitto in auto, avevo il cuore in gola, ero così presa dai miei pensieri, che a momenti brucio un semaforo rosso! Poi girando a sinistra nella via, ho sentito una voce: Stasera non entrare in chiesa per te, entra per me”. E in un attimo ogni tensione si è risolta ed entrando, mi sono sentita a casa. Il resto è storia presente. La certezza che il Signore sia sempre stato con me, mi ha accompagnato in questi mesi. Da oggi anch’io sto con Lui.

Alessandra

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