Salvata per grazia,non per opere

NatFoto sorella Antonellaa e cresciuta nella classica famiglia cattolica per tradizione, sono sempre stata una brava ragazza tutta casa e scuola. Ho sempre pensato, quindi, che questo mio comportamento mi avrebbe portato a meritare un posto sicuro in paradiso. Ma presto il Signore mi avrebbe fatto capire che solo con le mie forze non avrei meritato nulla. Il mio cammino di vero avvicinamento al Signore iniziò quando conobbi un ragazzo (che poi divenne il mio attuale marito), il quale iniziò a parlarmi del Signore in maniera diversa di come avevo sentito parlare fino ad allora. Spinta dalla curiosità, iniziai a leggere la Bibbia e a frequentare sporadicamente i primi culti di una Chiesa Evangelica. Questo nuovo modo di pregare, di lodare il Signore liberamente, senza preghiere recitate a memoria, iniziò a piacermi. Sentivo che già qualcosa dentro me stava cambiando. Iniziai infatti a confidare quotidianamente in Dio in tutti i campi della mia vita. La mia fede verso Dio cresceva ma la strada da percorrere era ancora lunga e il Signore doveva farmi capire ancora tante cose. Quando sembrava che tutto andasse bene arrivò, però, un evento nella mia vita che mi indusse a sperimentare la vera potenza di Dio. Io e mio marito, dopo il matrimonio, iniziammo a cercare un figlio ma senza alcun esito positivo. Decidemmo, così, dopo qualche tempo, di sottopormi a vari esami e il risultato fu che un mio problema di salute impediva di realizzare il nostro sogno di diventare genitori, o meglio, avremmo potuto esserlo soltanto iniziando un percorso di procreazione medica assistita.Questa notizia mi fece prendere una posizione decisa su come agire. Ho sempre considerato i figli un dono di Dio e non un elaborato della scienza. Iniziai così a piegare le mie ginocchia dinanzi al Signore ad avere fiducia nel Suo amore e a disporre completamente il mio cuore a Lui come non avevo mai fatto prima. Volevo confidare con tutta me stessa in Lui! Sicura che il Signore ascolta sempre le nostre suppliche, la Sua risposta non tardò ad arrivare. Dopo un anno di attesa e di preghiere scoprì di essere incinta; adesso sono mamma di una bellissima bambina. Felicissima di questa notizia, nacque in me un profondo senso di gratitudine per questo grande dono che mi portò a pormi mille domande su come potessi “sdebitarmi” con il Signore. Mi chiedevo che cosa potessi dare e fare a Dio in cambio di tale dono.  Mi chiedevo come fosse possibile che delle semplici preghiere fatte con cuore aperto e sincero senza dare nulla in cambio potessero avermi dato quella benedizione. Evidentemente, in qualche parte dentro di me, era ancora radicata l’idea, come mi avevano insegnato anni di Cattolicesimo, che Dio faceva qualcosa per me solo se io avessi fatto qualcosa per Lui. La risposta arrivò frequentando i culti, leggendo la Bibbia e parlando con il Pastore. In particolare un passo mi colpì abbattendo tutti i dubbi e sensi di inadeguatezza che provavo nei confronti del Signore: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.” Efesini 2:8-9. Capii allora l’importanza del sacrificio di Gesù sulla croce, del Suo prezioso sangue versato per me per il perdono dei miei peccati e, soprattutto, come dice la Scrittura, noi siamo stati già salvati per grazia, non per merito nostro né per opere meritorie. Mi resi conto che il mio modo di vivere la fede fino ad allora era sbagliato. Gesù non voleva solo che io andassi in Chiesa e non commettessi peccati per farmi vivere una fede basata sul mio comportamento   ma voleva avere una vera relazione personale con me. Una relazione che si può avere solo accettando Gesù nella propria vita come personale Salvatore. Ho accettato il Signore Gesù con tutto il mio cuore e come naturale conseguenza sono stata battezzata in acqua. Da quando ho accettato Gesù nella mia vita ho un grande senso di pace che mi riempie il cuore e non riesco più a immaginare la mia vita senza Gesù. Ringrazio quindi ogni giorno il Signore per tutto quello che mi dà ma soprattutto lo ringrazio perché si è servito del dono di mia figlia per farmi avvicinare a Lui e farmi vivere in pieno la mia fede verso di Lui.

Antonella

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