Capitolo 2- IL MATRIMONIO: UNIONE INDISSOLUBILE

Ciò che Dio ha unito, l’uomo non lo separi (Matteo 19:6)

SPOSI MA FELICI.

“C’è grande gioia nell’essere sposati”

  • Matrimonio: Strumento di benedizione.

Qualcuno dice che il matrimonio sia la tomba dell’amore. E’ questa una triste realtà per quanti hanno trascurato Colui che ha voluto istituirlo. Anche se impegnativo è possibile essere sposati e vivere una relazione felice a condizione, però, che si rispettino alcune essenziali norme. Prima di tutto dobbiamo avere la certezza che non vi è nulla che Dio compia che non sia per il bene dell’uomo, la Sua creatura per eccellenza. In particolare, il matrimonio è stato istituito da Dio per la completa emancipazione e felicità dell’uomo, per un progressivo sviluppo della sua personalità, del carattere, emozionale, sentimentale e spirituale.

  • Unione nell’unità.

E’ possibile essere sposati ed essere felici, a dispetto delle molteplici problematiche che comportano la convivenza di due esseri sconosciuti e, a volte, totalmente diversi. Nel piano di Dio per la felicità dell’uomo, l’istituzione del matrimonio è tra i primi posti. Pertanto, quando un uomo e una donna s’incontrano e stabiliscono di unire i loro destini, devono considerare la loro unione indissolubile (Matteo 19:5 e 6) “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne. Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi”.

I DUE SARANNO UNA SOLA CARNE

“Comunione, non solo comunicazione”

  • Ciò che è mio è anche tuo …

I coniugi non dovranno più considerarsi come individui distinti ma congiunti in ogni sfera della loro vita. Essi avranno tutto in comunione (Comunione: partecipazione di più persone agli stessi scopi, sentimenti, ideali, interessi. Ogni legame, ogni relazione che unisce, creando solidarietà di affetti o di intenti), programmi, interessi, obiettivi e scopi, educazione dei figli, svago, tempo libero, intimità, crescita spirituale, beni materiali, ed anche preoccupazioni e responsabilità. Essi vivranno in tale simbiosi (Simbiosi: associazione fra individui di specie diversa che vivono in stretta relazione con reciproco vantaggio) allo scopo di realizzare la reciproca felicità. La trasgressione di questo vincolo, interrompe il disegno divino poiché si viola la Sua volontà (Atti 4:32) “E la moltitudine di coloro che aveano creduto, era d’un sol cuore e d’un’anima sola; né v’era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro”. Se questa attitudine è valida per la Chiesa, quanto più acquista valore e importanza tra i coniugi?

CIO’ CHE DIO HA CONGIUNTO…

“Una donna (o uomo) forte e virtuosa chi la troverà?” (Proverbi 31:10)

  • E’ la persona che Dio ha scelto per me?

Il cristiano che desidera unirsi in matrimonio dovrà desiderare di unirsi con una persona che abbia affinità (Affinità: tendenza di una sostanza a combinarsi con un’altra 3) e interessi essenziali che l’aiuteranno ad affrontare e risolvere molti momenti difficili (es. del vino che versato nell’acqua si mescola ed entrambi elementi cambiano il colore ma, se nuovamente separate, mantengono le loro caratteristiche). Per questo motivo è importante la scelta della persona con la quale Dio vuole unirci. Molte coppie che approdano alla separazione si meravigliano di essere arrivate a tale punto di rottura, in realtà esse non sono mai state unite (da Dio). La vera unione, indissolubile deve essere radicata nella certezza che la persona che abbiamo al nostro fianco sia stata scelta da Dio. In questo caso non è permesso neppure il pensiero di tentare di dividere ciò che Dio ha unito. Gli sposi, prima di considerare il comando di non separarsi, dovranno chiedersi se la loro unione è stata voluta da Dio. La scelta della persona da sposare non deve essere solo emotiva e sentimentale. Essa deve essere presentata dinanzi al Signore e ottenere il Suo consenso (senza forzature).

… L’UOMO NON LO SEPARI

“… finchè morte non vi separi”

  • Un patto per tutta la vita.

Il profeta Malachia chiama Dio stesso come testimone del patto di unione tra un uomo e una donna (2:14) “Perché il SIGNORE è testimone fra te e la moglie della tua giovinezza, verso la quale agisci slealmente, sebbene essa sia la tua compagna, la moglie alla quale sei legato da un patto”. Il matrimonio è un rapporto indissolubile e si estingue, legalmente e spiritualmente, solamente con la morte di uno dei due coniugi. Non c’è altra possibilità. Non di meno, nel corso della vita, molti sono i fattori oggettivi che potrebbero indurre la coppia alla tentazione della separazione. Di fronte all’oppressione delle difficoltà, spesso e in assenza di radici profonde, si giunge alla separazione come unico rimedio possibile di sopravvivenza. Raramente si arriva al divorzio improvvisamente, il più delle volte è conseguenza di piccole e ripetute divergenze mai chiarite che tolgono smalto al matrimonio privandolo di un’adeguata attrazione. Il dialogo e la preghiera sono fondamentali per scoprire, con onestà, dove si è caduti. Ripercorrendo il percorso a ritroso, lo Spirito Santo aiuterà la coppia a comprendere gli errori e ricominciare una nuova vita. Il matrimonio ha bisogno di tempo per perfezionarsi, esso è soggetto a continue evoluzioni e a inevitabili adattamenti da parte dei coniugi. Non penseremmo mai di amputarci un braccio solamente perché una spina è entrata nel nostro dito, anzi, cercheremmo di togliere la spina senza arrecare danni a tutto il corpo.

  • Difendere il matrimonio dagli attacchi del nemico.

Il matrimonio si fonda su un rapporto monogamo e tra sessi diversi. Ogni deviazione è proibita. Il diavolo sa che rovinando l’unità famigliare metterebbe in crisi anche la testimonianza cristiana, pertanto induce i coniugi distratti a dirottare le proprie attenzioni al di fuori del contesto coniugale.

ALCUNI CONSIGLI PRATICI:

  1. Non ti amo più. Il tempo potrebbe indurre la coppia a pensare che l’amore si sia esaurito. Il più delle volte non si comprende che l’emozione sentimentale viene sostituito naturalmente da un amore più maturo e razionale.
  2. Logorio e frustrazioni. Lo stress derivante dal lavoro o dalla sua mancanza, problemi economici, contrasti nell’educazione dei figli, invecchiamento fisico e mentale, malattia, ecc. sono cause che potrebbero far affievolire l’attenzione per il coniuge. Entrambi dovranno studiarsi di non “trasferire” i pesi sull’altro/a. Prendere del tempo per alimentare il rapporto.
  3. Tentazioni esterne. Specialmente nei periodi inevitabili di crisi. Quando si suppone di non sentirsi più amati si tende ad essere particolarmente sensibili alle attenzioni degli altri. Le lusinghe (interessate) sono trappole per una coppia in fase di “assestamento”.
  4. Noia e abitudini. E’ fondamentale ravvivare il rapporto per renderlo sempre interessante. La noia e l’abitudine, col tempo, diventano insidiose e inducono a ricercare nuovi stimoli.
  5. Reciproca donazione d’intimità. Seppur non fondamentale è di primaria importanza la donazione reciproca e spontanea. L’amore non è solo platonico, esso si concretizza anche nella fusione della coppia. Ai coniugi si consiglia la lettura attenta e l’applicazione meticolosa dei primi nove versetti del capitolo 7 della 1° lettera di Paolo ai Corinzi.
  6. Dio, padrone della casa, non solo ospite. Non bisogna ricorrere ai ripari ma mantenere una costante comunione spirituale. La presenza di Dio fa la differenza.

Il matrimonio è un’istituzione retta da regole e norme morali ed etiche inscindibili ma per renderlo felice esso deve prendere vita. L’amore rimane alla base ma è fondamentale che i coniugi applichino tutta la loro intelligenza e volontà affinchè esso diventi armonioso. Il timore di Dio, l’ubbidienza e la sottomissione alla Sua volontà ci aiuteranno a trasformare un matrimonio arido e tollerato in un rapporto di grande benedizione.

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