Indignazione e tristezza

mani che servonoAllora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. (Marco 3:1-6)

Il sabato, giorno di riposo sin dalla creazione del mondo, divenne una legge perentoria al centro della quale doveva esserci il bene dell’uomo. I Farisei trasformarono la gioia del sabato in un formalismo gretto e pedante sabatarismo. Ecco alcuni assurdi precetti da osservare quel giorno: Non calpestare l’erba perché equivaleva a trebbiare; Non portare scarpe chiodate, equivaleva portare dei pesi. Anche dinanzi ad un reale bisogno i Farisei pretendevano la cieca osservanza.

L’inefficacia della legge

guarigionePoi (Gesù) disse loro: Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato. (Marco 2:23-28)

Ancora una volta sembra che Gesù voglia stimolare i lettori a trasgredire la legge. Così non è! Da buon Ebreo, Egli predicava e metteva in pratica tutta la Legge di Dio. Ma nel Suo cuore vi è, prima di tutto, il bene della persona. Ciò non significa che il fine giustifica i mezzi ma con grande sensibilità Egli mette al primo posto ciò che è utile per il benessere dell’uomo. D’altronde, nella compagine dei suoi seguaci non vi era una èlite di personaggi per bene, per questo motivo veniva accusato di avere comunione con i peccatori, coi diseredati, gli emarginati. Inconsapevolmente dichiaravano il profondo significato della Sua missione: “E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori” Marco 2:17.

Ama te stesso

CIELIETERRE2Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo meraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. (Salmi 139:14)

Una delle maggiori difficoltà umane è realizzare un’armonica ed equilibrata considerazione di se stessi. Al di fuori della sfera spirituale, specchio della Parola di Dio, è impossibile! Mentre da una parte si tende a esaltare il proprio ego, dall’altra si pone scarsa valutazione della preziosità del nostro essere. In Genesi 1:31 è scritto: E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno. Lo disse, in particolar modo, nel vedere l’uomo, la Sua creatura per eccellenza. Lo ha fatto a Sua immagine e somiglianza e vi espresse tutta la Sua intelligenza.

A mani alzate

manialzateIo voglio dunque che gli uomini faccian orazione in ogni luogo, alzando mani pure, senz’ira e senza dispute. (I Timoteo 2:8)

Ogni giorno sentiamo dalla cronaca di uomini che “alzano le mani” sui più deboli, donne, anziani e bambini. Alzare le mani è una manifestazione di debolezza caratteriale e l’espressione di istinti bestiali. Anche i credenti “alzano le mani” ma con scopi ben diversi. Alzare le mani è un segno di arresa; apriamo le palme per mostrare che non vi è alcuno strumento di offesa e ci si rimette completamente nelle mani del vincitore.

Solo per grazia

germoglioPossono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? (Marco 2:18-22)

Il digiuno rappresentava, per i religiosi Giudei, uno dei tanti strumenti per guadagnarsi il favore di Dio. Gesù non volle annullare il valore del digiuno né tantomeno trasgredire la legge mosaica ma insegnare che non vi è nulla che l’uomo possa fare per meritarsi la grazia di Dio se non tramite la fede. Il messaggio della Buona Novella è indirizzato agli uomini che Egli gradisce e non a coloro di buona volontà (Luca 2:14). L’esercizio della fede produce la nuova nascita, ovvero cambia la natura del penitente in una nuova natura spirituale e caratteriale: “… se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” II Corinzi 5:17.

Una fede dignitosa

bottino… giurando che non prenderei neppure un filo, né un laccio di sandalo, di tutto ciò che t’appartiene; perché tu non abbia a dire: Io ho arricchito Abramo. (Genesi 14:23)

Dopo aver liberato Lot e la gente appartenente al re di Sodoma, Abramo recupera anche gran parte del bottino volendo rendere tutto tranne la parte riservata ai guerrieri, per diritto dei vincitori. La riconoscenza del re è lusinghevole, sicuramente Abramo si sarebbe arricchito ancor di più ma la nobiltà del suo animo lo spinse a non contaminarsi con beni di dubbia provenienza (Sodoma è simbolo di peccato, vizio e corruzione). Il cristiano è una persona dignitosa che non scende a compromessi con le lusinghe del mondo.

Una fede altruista

strade diverseAbramo, com’ebbe udito che suo fratello era stato fatto prigioniero, armò trecentodiciotto dei suoi piú fidati servi, nati in casa sua, e inseguí i re fino a Dan. (Genesi 14:14)

A seguito di un litigio tra i pastori di Lot e Abramo che si contendevano i pascoli, Abramo permette al nipote Lot di scegliere il territorio che preferiva. Lot sceglie la parte più pianeggiante e più fertile lasciando allo zio la zona montuosa. Per lungo tempo convive nei pressi di Sodoma e quando cinque re nemici dichiararono guerra al re di Sodoma, rapirono Lot, le figlie e tutta la sua gente. All’udire la notizia Abramo arma trecentodiciotto dei suoi più valorosi guerrieri e libera Lot. Abramo non coltiva rancori nei confronti del nipote perché ha fiducia in Dio che avrebbe mantenuto la promessa di benedizioni.

Una casa fondata sulla roccia

pietra“Per voi dunque che credete ell’è preziosa; ma per gl’increduli la pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta la pietra angolare, e una pietra d’inciampo e un sasso d’intoppo” (I Pietro 2:7)

Un’antica tradizione popolare giapponese consiste nello scambio di alcune pietre di svariate forme, simboli di auspici augurali. I protagonisti si recano sul letto di un fiume e cercano una pietra che rappresenti il sentimento di uno verso l’altro. Una pietra arrotondata e ben levigata, ad esempio, è auspicio di una buona “fortuna” e la sua grandezza rappresenta la “quantità” di fortuna augurata;  una pietra lunga e sottile significa vita lunga e serena.

Gesù, il Buon Pastore

pecoreepastore“Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me” (Giovanni 10.14)

Ai tempi di Gesù, era usanza dei pastori assistere le proprie pecore all’atto del parto degli agnelli. Appena fuori dalla placenta egli prendeva l’agnello e se lo poneva all’interno del suo giaccone, proprio sul cuore. Accarezzandolo gli parlava e gli assegnava un nome secondo una caratteristica propria dell’animale. L’agnello imparava, così, a riconoscere l’odore e, soprattutto, la voce del pastore. Gesù è il buon pastore che all’atto della nostra “nuova nascita” ci ricovera sul Suo seno e e con parole dolci ci rassicura parlando al nostro cuore. Essa diventa una voce inconfondibile che determinerà la nostra sicurezza e guida futura.

Scelte giuste, scelte apprezzabili

LAMPADAChi è l’uomo che tema l’Eterno? Ei gl’insegnerà la via che deve scegliere (Salmo 25:12)

Si sa, ogni giorno siamo chiamati a fare delle scelte. Talvolta di poca rilevanza altre volte impegnative ma ogni scelta produce sempre una conseguenza e, che ci piaccia o no, condizionano il nostro futuro. Talvolta facciamo scelte sbagliate altre volte scegliamo ciò che ci sembra giusto; solo a posteriori scopriremo la qualità delle nostre scelte! Diversi sono i fattori che ci spingono a determinate scelte tra i quali, il carattere, l’educazione, l’ambiente, i retaggi del passato. Per coloro che conoscono e temono Dio sarà di estrema importanza fare le scelte secondo il canone della Parola di Dio, guida infallibile per la condotta della nostra vita. E’, quindi, fondamentale conoscerla, realizzarne il messaggio e, soprattutto, ubbidirla con sottomissione e fiducia.