Il credente nella società – 08) Ricevere la rivelazione divina

Fin dalle prime pagine della Bibbia troviamo traccia del conflitto fra fede e incredulità. I ricorrenti mormorii del popolo di Dio e le cadute nell’idolatria sono conseguenze dell’incredulità.

 

Scetticismo e incredulità “Essi vieteranno il matrimonio e ordineranno di astenersi da cibi che Dio ha creati perché quelli che credono e hanno ben conosciuto la verità ne usino con rendimento di grazie. Infatti, tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, se usato con rendimento di grazie” (I Timoteo 4:3-4). Mentre la fede crede a tutto quello che Dio ha voluto rivelare per mezzo delle Scritture e si attiene ed essa, lo scetticismo e l’incredulità spingono l’uomo a cercare oltre le Scritture e a respingere le Sue verità.

 

Il credente nella società – 07) Raggiungere i perduti

Non dobbiamo dimenticare cosa significhi essere perduti: la condanna eterna è così terribile che la nostra mente non riesce ad afferrarne completamente la portata. Dobbiamo fare in modo di raggiungere quanti vivono lontani da Dio, non aspettando passivamente che siano essi stessi facciano i primi passi verso la chiesa. L’impegno evangelistico deve caratterizzare la vita di ogni credente e quella di ogni comunità , perché questo è il comando che Gesù ci ha rivolto, nell’intento di avvalersi della strumentalità di semplici credenti con pochi mezzi ma ripieni della virtù dello Spirito Santo.

 

Il credente nella società – 06) Ambasciatori per Cristo

I quattro Vangeli e il libro degli Atti, sebbene sotto aspetti diversi, espongano il Grande Mandato, nel loro insieme, ci mostrano come Gesù abbia comandato di essere Suoi testimoni fino all’estremità della terra e fino alla fine dell’età presente. L’autorità di Cristo“E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con se, per mezzo di Cristo, e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti, Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo, siate riconciliati con Dio” (II Corinzi 5:18-20). Il Signore ci accorda il privilegio di servirLo per svolgere un compito delicato e importante: la salvezza dei peccatori. Onorare tale mandato non dipende dal nostro desiderio, dalle nostre qualità e attitudini, bensì dall’opera della grazia che Dio ha fatto per noi e in noi. Il ruolo di ambasciatore richiama le seguenti caratteristiche: dignità, appartenenza, ubbidienza, relazione, distinzione.

Il credente nella società – 05) I rapporti sociali

Dio, nella Sua parola afferma il desiderio che i Suoi figli pratichino la giustizia, siano sinceri e onesti gli uni gli altri; che amino la misericordia, mostrino amore e compassione come Lui l’ha mostrata a noi. Infine che camminino in stretta comunione con Lui. I rapporti di lavoro Il Signore ha una volontà chiara per ciascuno di noi e vuole che ci conduciamo correttamente, lavorando onestamente per aiutare il prossimo ed avere così una sana ed efficace testimonianza dell’Evangelo. All’epoca della chiesa neotestamentaria imperava la dominazione romana con le sue leggi, tra le quali la schiavitù. Se a noi può risultare difficoltoso gestire i rapporti di lavoro, mantenendo alto il nostro profilo cristiano, prendiamo spunto per riflettere sul nostro comportamento, dalla lettera a Filemone. Onesimo era schiavo di Filemone e, sebbene dal testo non si evinca di preciso il reato, sappiamo che a motivo di questo era fuggito. Tale comportamento legittimava la condanna a morte. Le posizioni di Onesimo e di Filemone sono legittimamente opposte: il primo, sebbene disposto a riconoscere l’errore, non voglia chiedere perdono perché teme per la sua vita; il secondo può esigere l’esecuzione della condanna a morte.

Il credente nella società – 04) Il ruolo del credente nella Chiesa

Nessun credente è un’entità a se stante. I credenti sono dipendenti gli uni dagli altri. Essi traggono forza dagli altri membri del corpo di Cristo e a loro volta li fortificano.

Membra di un corpo La figura del corpo umano ben si adatta a rappresentare la Chiesa come corpo di Cristo. Possiamo facilmente trovare riscontro in I Corinzi 12:4-31. Tuttavia ci soffermiamo su alcuni versetti: “Poiché come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo. Infatti, noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito, per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi, tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito” (v.12-13). Approfondiamo una similitudine che pare essere ovvia. Ci è di immediata comprensione che, sebbene tradizionalmente intendiamo per organi importanti cuore e cervello, non possiamo sottovalutare un malfunzionamento della parte bassa dell’intestino, organo forse meno nobile, ma altrettanto importante; e diamo per scontato che nel prototipo di comunità cristiana, un ristretto gruppo di sole dodici persone un pubblicano e un sadduceo fossero spalla a spalla, e che a Corinto schiavi e liberi fossero seduti sulla stessa panca. “Ma ora Dio ha collocato ciascun membro nel corpo, come ha voluto” (v. 18). Naturalmente, a nessun chirurgo estetico verrebbe mai in mente di mettere un naso al posto di una bocca! “Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui” (v.26). Quante volte ci è capitato che a seguito di un banale infortunio ad un piede, il cambio di appoggio abbia modificato la nostra postura, causandoci un gran mal di schiena con conseguente insonnia notturna e nervosismo diurno?

Il credente nella società – 03) Onorare Dio in famiglia

Nel piano di Dio la famiglia cristiana è l’embrione della comunità cristiana, nella quale prende vita il primo nucleo di testimonianza di Cristo nel mondo.

Dedicati al Signore. Il primo capitolo di questo studio inizia con la necessità di conoscere la Parola, di mettere in pratica la fede vivendo una vita coerentemente cristiana. Nel secondo capitolo Dio chiama il credente ad una vita di santità.  Il terzo capitolo promette benedizione e protezione alle famiglie che Lo onorano. Il matrimonio è un’idea di Dio. Fu la prima istituzione voluta dal Creatore, leggiamo, infatti, in Genesi 2:18: “Poi l’Eterno Iddio disse: Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che gli sia convenevole”. La famiglia è come un laboratorio dove il cristianesimo viene messo alla prova. Essa rappresenta uno dei più validi sostegni della chiesa e potrebbe diventare ancora più forte, se tutti i cristiani decidessero di fondare la propria famiglia sui principi dell’insegnamento di Gesù. “La prima cosa necessaria per una casa è il tetto” recita il motto. Ma se non abbiamo delle buone fondamenta e delle pareti robuste, il tetto cade. Cristo deve essere il centro e il padrone della nostra casa e della nostra famiglia.

Il credente nella società – 02) La santificazione personale

Taluni incorrono nell’errore di credere che santità sia sinonimo di legalismo e si scoraggiano nel tentativo di sottoporsi a regolamenti religiosi, invece di perseguire la vera santificazione. Se desideriamo essere approvati da Dio è necessario conformare la nostra condotta ai Suoi insegnamenti, in quanto non possiamo piacere al Signore se non viviamo una vita santa.

 

Il credente nella società – 01) Crescere spiritualmente

Diventiamo membri della famiglia di Dio attraverso la nuova nascita. Così come accade per la nascita fisica, anche per quella spirituale si deve verificare una crescita. Molti sono i fattori che determinano tale crescita, che possiamo a grandi linee riassumere in quattro punti consequenziali: la sana dottrina getta le fondamenta per una fede forte, la quale rende possibile una vita di preghiera efficace, che a sua volta conduce verso l’obiettivo della crescita spirituale: la consacrazione a Cristo.

 

Servizio cristiano – 13) Sostenere la comunità locale

Appartenere alla famiglia cristiana comporta responsabilità e garantisce benefici. Se da un lato dobbiamo fare la nostra parte, consapevoli che come noi abbiamo bisogno degli altri, parimenti gli altri hanno bisogno di noi, dall’altro sappiamo che lavorando e stando insieme troviamo istruzione, consiglio, forza, incoraggiamento e amore e godremo di meravigliosi momenti di adorazione e benedizioni comuni.

 

Servizio cristiano – 12) Un fedele servizio cristiano

Il credente è spinto dalla compassione e dall’amore che ha riconosciuto e trovato in Cristo e perciò sente la necessità di condividere quella stessa ricchezza di cui Dio l’ha reso partecipe. Il servizio cristiano, quindi, non è mai solamente una risposta alle necessità materiali del prossimo, ma innanzitutto, a quelle spirituali. 

Il servizio fedele Oltre ad essere figli, siamo anche servitori di Dio pertanto è opportuno agire con avvedutezza e fedeltà. Ancora una volta con il conforto della Parola, troviamo spunti di riflessione circa gli insegnamenti che il Signore ci vuole dare per migliorare il nostro comportamento cristiano.