Io, rinata in Cristo

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Sono nata in una famiglia con tanti problemi, uno di questi l’alcol. Ero una neonata e per parecchi giorni ho avuto febbre; mia madre molto preoccupata ha smesso di ubriacarsi. Il pediatra non si spiegava il motivo di questa febbre. Senza l’aiuto di nessuno e nella sua disperazione cercò aiuto in Dio. Fu accolta in una chiesa cristiana, i fratelli conoscendo il suo bisogno presentarono Gesù come risposta, pregarono per me e senza prendere medicina il Signore mi guarì.

Il tempo passò ma non i problemi, mia madre lamentevolmente si allontanò da Gesù e dalla chiesa e la situazione a casa si aggravava ancor di più. Come risultato sono cresciuta con molte insicurezze, credevo di essere un peso per loro, una buona a nulla; avevo un vuoto profondo e insoddisfazione. Ho cercato un senso al mio esistere: nell’ amicizia, nel divertimento, nel lavoro, nella religione (volevo diventare suora), anche nell’amore; ma nulla. Il vuoto dentro di me si faceva sempre più profondo. Stanca della mia vita, ho detto a Dio: se esisti davvero aiutami perché non voglio più vivere. Poco tempo dopo mia madre ritornò a Gesù. Vedere Il Signore trasformare la sua vita mi incuriosiva.

Accettai l’invito a una riunione giovanile, la semplicità, la felicita, la gioia che emanavano mi stupiva, volevo conoscere quel Dio. Ogni dubbio in me svanì. Con molta pazienza il Signore iniziò l’opera di salvezza con il suo grande amore, trasformando il mio cuore e i pensieri.

Ho dato la mia vita a Gesù e Gli ho chiesto continuare a riempire il mio vuoto, dare senso alla mia esistenza. Da quel giorno non fui più la stessa, Dio guarì ogni mia ferita, realizzai il Suo amore e perdono. Egli mi promise di non lasciarmi e non abbandonarmi mai; fino a oggi è stato fedele.

Anita

Il coraggio di ricominciare

IMG-20160703-WA00011Come tante altre persone sono nata in una famiglia cattolica con tutte le loro tradizioni.Ricordo che da piccola, durante le vacanze, andavo in campagna dalla mia amata nonna materna che, nella sua semplicità, mi ha insegnato ad avere timore di Dio. Nonostante ciò non ho mai imparato a recitare le preghiere, non ho fatto né comunione né cresima. Però ritenevo un bene andare in chiesa a pregare e ad accendere lumini alle statue e ai morti sepolti nel cimitero. All’età di 19 anni e mezzo circa, ho avuto mio figlio che ha dovuto trascorrere parte dei suoi anni con i miei genitori.  Ero giovane e non ho avuto il coraggio di prendermi la responsabilità di accudire un bambino. Dopo aver lasciato la casa genitoriale ho provato esperienze diverse in mondi particolari: Ballerina, modella, persino la politica.  Mi ritenevo una bella ragazza e nella mia ingenuità credevo alle favole del successo e della notorietà, inganni di questo mondo. Mi trovai ben presto smarrita sulla via della vanità. Arrivata in Italia, a Milano, ho studiato naturopatia e aperto un centro di medicina naturale ma una segretaria, appena assunta, con mezzi, a dir poco diabolici, mi ha portata in poco tempo a chiudere l’attività. All’età di circa 47 anni mi sono trovata a vivere in casa di mio figlio stanca e confusa.  Delusa e senza aspettative ho iniziato a leggere un libro dal titolo: “La battaglia del Signore”.  Ho compreso che, come sostiene la Bibbia, è in atto una guerra spirituale tra il bene e il male, tra Dio e Satana e nel mezzo c’è l’umanità che subisce le influenze diaboliche. Ma ho anche scoperto che Dio ha dato Suo Figlio Gesù a morire sulla croce per darmi la vittoria sul male e che questa guerra non era mia ma di Dio.

La mia vita appartiene a Cristo

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A motivo del suo stato d’animo turbato, venni a conoscenza che frequentava una chiesa cristiana evangelica e da lì si rese conto che quello che aveva fatto non era buono agli occhi di Dio e che la cosa più giusta da fare era di ricongiungersi e ritornare a Lui. La notizia della loro riconciliazione mi sconvolse. Mio padre cominciò a raccontarmi di questa fede che stava vivendo con mia madre, di come il Signore parlò ai loro cuori affinché potessero riconciliarsi per il loro bene e quello dei propri figli. Mi parlava di questo Gesù come da persona innamorata, mi raccontava come Lui poteva consolare il mio cuore durante i momenti di sconforto e difficoltà. 

A scuola dal Maestro

banchiscuolaNasco in una famiglia cattolica. Ho sempre frequentato la chiesa e l’oratorio fin da piccola. Mi sono sempre stati dati insegnamenti sulla Parola di Dio ma non avevo mai fatto un’esperienza con il Signore. Non l’avevo mai conosciuto davvero. Per me era morto sulla croce, resuscitato ma nulla di più. Non sapevo cosa fosse un’esperienza personale, conoscere davvero il Signore. Posso dire che l’origine della mia conversione parte nel settembre 2008, dopo 4 anni trascorsi insieme il mio fidanzato interrompe la relazione. È l’anno della maturità. Sono molto giù di morale e senza voglia di studiare per la tristezza che mi attraversa. Mi accorgo di Giacomo, mio compagno di classe da 5 anni ma mai conosciuto davvero. Non avevo mai parlato con lui se non per uno scambio di compiti o informazioni strettamente legate allo studio. Facevo casa-scuola-casa senza interessarmi di quelle che potevano essere amicizie scolastiche. Giacomo conosce la mia situazione, si preoccupa per me perchè mi vede assente, senza voglia di studiare e mi coinvolge in un gruppo di studio per aiutarmi a superare gli esami.

Il mio cuore batte per Gesù

IMG_9465Mi chiamo Stefano, ho 28 anni e son nato e cresciuto in una famiglia di fede Evangelica Cristiana. Sin dalla mia infanzia ho avuto modo di frequentare la chiesa, la scuola domenicale e i campeggi estivi dai quali ho ricevuto i classici e “sani” insegnamenti morali e cristiani che vedevo costantemente vissuti e praticati anche dai miei genitori. Mi è sempre stato presentato un Dio buono che per amore aveva sacrificato Suo Figlio mandandolo a morire per me per il riscatto dei miei peccati e in cuor mio ho sempre pensato e compreso che, un giorno o l’altro, avrei dovuto prendere una importante e ferma decisione nei confronti di Dio. Sapevo che dovevo accettarlo come personale salvatore e seguirilo per il resto della mia vita. Crescendo, sono arrivato all’inevitabile periodo dell’adolescenza. Mi sono sempre ritenuto un ragazzo tranquillo, spensierato, positivo e che non ha mai creato grossi grattacapi ai miei familiari. Frequentavo la chiesa e tutte le riunioni senza mai, però arrivare al punto di dire: “Si è arrivato il momento di accettare Gesù come mio personale Salvatore”. Ho vissuto la mia spensieratezza fino all’età di 17 anni quando scoprì di essere affetto da un disturbo patologico che mi debilitava: “tachicardia”. In breve, il mio cuore senza alcun motivo, da un momento all’altro e in alcuni periodi delle mie giornate, batteva così velocemente da raggiungere sino a circa 260 battiti al minuto. Questa malattia aveva segnato la mia vita. Da persona spensierata ho iniziato a conoscere la paura di vivere ogni forma di emozione perché temevo che mi venisse un attacco. Appena scoperto di aver questo problema mi son rivolto a Dio chiedendogli … “Perché mi succede questo, Tu sai che sono sempre stato un bravo ragazzo, non ho mai dato problemi a nessuno; perché succede questo proprio a me”? I miei genitori mi portarono da un cardiologo che semplicemente mi spiegò che l’unica soluzione al mio male era l’intervento chirurgico. Nel giugno 2005 sono stato sottoposto ad un’operazione al cuore; si trattava di un intervento particolare che si fa da sveglio e consiste nel bruciare, con una sonda, la malformazione che causava questa aritmia. Fu un’ operazione decisamente dolorosa e pesante da sopportare.

Nel segreto della mia cameretta

preghieradelcuoreAll’inizio degli anni Novanta, venne ad abitare nel mio condominio un Pastore evangelico. Scoprii la sua identità, dopo alcune ricerche fatte insieme a mia madre. Sentivamo cantare, suonare, battere le mani nel suo appartamento e pensammo che fosse, con la sua famiglia membro di una qualche strana setta. Avvisammo persino l’amministratore, affinché prendesse informazioni. Tuttavia, qualche tempo dopo, la curiosità ebbe la meglio sulla diffidenza e ci ritrovammo, un pomeriggio, a condividere un invito per un caffè. Ci spiegarono che erano cristiani evangelici e ci invitarono nella loro chiesa per mostrarci come lodavano Dio e soprattutto come comprendere la Sua Parola. Già alle prime frequentazioni, fummo sorprese dal fervore della lode e della preghiera e culto dopo culto venimmo in contatto con la Verità: Gesù Cristo era morto per i nostri peccati e, affinché per mezzo del suo sacrificio ritrovassimo grazia agli occhi di Dio Padre e grazie al suo sangue abbiamo avuto il perdono, siamo stati liberati, guariti e salvati.

Io guarita per fede

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Sin da bambina mia mamma mi portava in una chiesa evangelica. Frequentavo le riunioni di culto, la scuola domenicale e proprio lì imparai a conoscere chi, realmente, fosse Dio. Attraverso parole di semplici testimonianze, scoprii quanto amore avesse il Signore per me e così decisi di seguirLo. La mia vita sembrava essere felice, non mi mancava nulla e per qualunque necessità, bastava mettermi in ginocchio, pregare e tutto era risolto. Fino a quando, un giorno, presi parte, con la mia classe, ad una gita scolastica che ben presto si trasformò in tragedia. Vittima di un collasso provocato da una violenta crisi di asma bronchiale, fui ricoverata d’urgenza in ospedale. Da quel giorno la mia vita cambiò radicalmente.

Lottare per il bene

IMG_9050Fin dall’età di sette anni ho frequentato la chiesa evangelica. Pur avendo conosciuto gli insegnamenti dottrinali delle Scritture, l’ambiente del quartiere dove sono nata e cresciuta ha influenzato negativamente la mia vita. Ho incontrato sulla mia strada uomini sbagliati che hanno approfittato dei miei sentimenti illudendomi prima e facendomi poi sentire usata e disprezzata. Tuttavia, con le mie sole forze, ho provato a emancipare la mia vita e la mia persona, dedicando tutta me stessa al costruirmi una famiglia. Nonostante i miei sforzi, il rapporto con il mio, allora compagno, ora marito, era diventato insopportabile, a motivo delle sue malefatte. Inevitabilmente sono caduta vittima di una profonda crisi: una gran paura si era impossessata di me causandomi depressione ed esaurimento. Ero diventata l’ombra di me stessa. Per anni il ritmo della mia vita è stato scandito dai farmaci. Ma, gloria a Dio, il seme dell’Amore e della Verità che era stato piantato in me, sebbene non ancora germogliato, non era morto. Ricordai che potevo confidare in Colui che sapevo non mi avrebbe mai abbandonato, anche nelle circostanze più disperate.

Il pendolare dei danni

IMG_9041Raccontare la mia storia senza vergogna è già una testimonianza, ma il Signore ha operato grandemente in un ragazzo che, già all’età di dodici anni, è stato obbligato a lavorare. Oggi ho 52 anni, sono nato e cresciuto in un quartiere degradato di Taranto con famiglie che avevano tanti problemi; oltre a lavorare ci insegnavano a rubare per arrotondare lo stipendio. Spesso venivo anche a Milano per lavoro (dove vivo da 35 anni) e facevo il pendolare, il pendolare dei danni! Questo tipo di atteggiamento veniva “proposto” dai leader del nostro quartiere, l’incentivo era il crimine. Oltre a spacciarla, usavamo l’eroina per i nostri piaceri. Mentre cominciavo sentirmi sempre più vuoto e triste, all’ età di diciotto anni, durante un tentativo di estorsione fui arrestato per la prima volta.

Sulle orme di Timoteo

IMG_8802Desidero ringraziare il Signore per l’esperienza di mia madre. Con il suo attento ed amorevole esempio mi ha portato a Gesù. All’inizio era semplice curiosità di bambino, ma giorno dopo giorno si è trasformata in qualcosa di più profondo e affascinante: Gesù con il Suo potente amore, mi stava cercando. Nell’estate dei miei dodici anni, ero ad un campeggio estivo. Durante il culto serate, il Pastore ci invitò a pregare Gesù, affinché ci liberasse da ogni dubbio. Da quel momento in poi, la mia breve vita cambiò completamente. Ho desiderato profondamente seguire i Suoi insegnamenti. Sebbene non fossi mai stato attratto dal fumo di sigarette, dal bere alcool, dall’andare in discoteca, che sembravano essere i passatempi preferiti dei miei compagni di scuola, il mio comportamento quotidiano si modificò: non dicevo più parolacce e avevo scoperto quanto fosse piacevole stare in compagnia dei fratelli.