Le lenzuola sporche

ridare-i-panni-bianchi-il-candore-660x330Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città.
Una mattina, mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.
Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo…
Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!.

Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.

Chiesi a Dio…

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Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi: Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto: mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita: mi ha lasciato la vita perché potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno possiede quello che ho io!.

 

 

 

 

La mietitura e gli operai – Giovanni 4:31-42

LA MIETITURA E GLI OPERAIIntanto i discepoli lo pregavano, dicendo: “Maestro, mangia”. Ma egli disse loro: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete”. Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: “Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?” Gesù disse loro: “il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua. Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme. Poiché in questo è vero il detto: “L’uno semina e l’altro miete”.

Il mendicante cieco

IL MENDICANTE CIECOUn giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose: “Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via.

Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è scritto: “Oggi è primavera… ed io non la posso vedere”.

Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita

La bicicletta di Dio

LA BICICLETTA DI DIOIn una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio: “Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”. Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande. Poi feci un sogno. Sognai una bicicletta a due posti. Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare. Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante. Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti? Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti. Ma quando cominciò a guidare lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella! Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: “Pedala, pedala!”. Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: “Signore ma dove mi stai portando?”.

Spezza il rancore

sorryUn noto signore con potere di decisione, sgridò il suo direttore perché in quel momento era arrabbiato. Il suo direttore, arrivato a casa, sgridò la moglie perché aveva speso troppo. La moglie,a sua volta, sgridò la domestica perché aveva rotto un piatto.

I quattro figli ed il giudizio frettoloso

 

Un uomo aveva quattro figli.

Egli desiderava che i suoi figli imparassero a non giudicare le cose in fretta , per questo , invitò ognuno di loro a fare un viaggio, per osservare un albero, che era piantato in un luogo lontano.

Il primo figlio andò là in inverno, il secondo in primavera, il terzo in estate e il quarto in autunno.

Quando l’ultimo rientrò, li riunì, e chiese loro di descrivere  quello che avevano visto.

L’acqua versata a terra

Maria alunna di una quarta di liceo, da una settimana era assente a scuola. Anna, una sua compagna di classe, nota come pettegola della scuola, incominciò a dire delle cattiverie sul suo conto. 

Disse che Maria si era assentata perché era incinta ed aveva deciso di abortire. L’insegnante di turno ascoltò in silenzio i commenti di Anna, poi la chiamò alla cattedra e le disse: “Anna per favore, mi vai a prendere un bicchiere d’acqua?”. La studentessa glielo portò, e l’insegnante aggiunse: “Ora versa a terra l’acqua che c’è in questo bicchiere”. Anna per un attimo fu titubante, ma alla fine ubbidì all’ordine della professoressa. Dopo aver versato l’acqua a terra, l’insegnante le disse: “Ora raccogli da terra l’acqua che hai versato, e rimettila nel bicchiere”. “Non si può”, rispose l’alunna. Ma la professoressa insistette che lo facesse. 

Cibo per la mente

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Se Dio tollera i miei errori, non posso io tollerare gli errori altrui? Se Dio permette con le mie fissazioni e le mie mancanze, di chiamarlo Padre, non dovrei forse estendere la stessa grazia agli altri? Una cosa è certa, quando andremo in paradiso, saremo sorprese di incontrare alcune persone. E qualcuno di loro sarà stupita di vedere noi lì.