Trasferire una preziosa eredità – Raduno Over40 Paestum 6/8 Dicembre 2014

“Un’età dirà all’altra le lodi delle Tue opere” (Salmo 145:4)

Anche quest’anno ho avuto il privilegio di partecipare al Raduno Over 40 che si è tenuto a Paestum dal 06 al 08 Dicembre 2014. Talmente abbondante è stata l’edificazione, che desidero qui di seguito provare a condividerla con quanti vorranno leggere gli appunti di queste gloriose giornate. Iddio continui a benedirci insieme.(A.P.)

Rassegnazione o santificazione?

“O Signore, vedi la mia afflizione, perché il nemico trionfa! (…) Guarda, Signore, vedi in che misero stato sono ridotta!” (Lam. 1:9-11).

La stesura del libro delle Lamentazioni avviene indicativamente dal 626 al 586 a.C. La caratteristica dello scritto è quella di percepire il “giudizio” di Dio, attraverso il “dramma” vissuto. In sostanza gli argomenti affrontati sono: la fiducia di soccorso nelle altre nazioni (Lam. 4:17) e le aspettative nei riguardi del re dell’epoca (Lam. 4:20).

In che mani siamo?

Lettura da Giovanni 20:24-29

Quante volte ce lo siamo domandato, in questi ultimi tempi, dopo aver letto un quotidiano o aver seguito un telegiornale? Talvolta accade che anche i figlioli di Dio siano presi al laccio dello sconforto e dello scetticismo. Sebbene non debba servirci a guisa di giustificazione, è successo anche ad uno dei dodici. Se ne è tanto parlato, da farlo diventare il protagonista di un motto popolare che parla di un naso.

Egli fa i conti con l’oste!

Lettura da Luca 10:30-35

Quante volte abbiamo sentito parlare del buon samaritano? L’ultima volta per me, in ordine di tempo, è stata domenica 16 febbraio 2014, al culto di battesimi a Senago. E’ stata un’occasione per ricevere nuovi spunti di riflessione. Il Fr. Bruno Galati, mi ha accompagnato lungo la via che da Gerusalemme porta a Gerico, e mi ha messo a parte di una porzione di nuova conoscenza. Ho imparato che Gerusalemme, la città santa posta in alto, è a 780 mt sul livello del mare e che Gerico, città di maledizione, posta in basso, è a 380 mt sotto il livello del mare, e che questa strada, figura della via della perdizione, termina nel Mar Morto (la simbologia in questo caso è del tutto superflua!). Che il viandante è figura del peccatore, il quale sulla via della perdizione, fa brutti incontri che lo lasciano a terra, mezzo morto.

L’ulivo e l’ulivastro

“…Ma non pongono mente a ciò che fa il Signore, e non considerano l’opera delle Sue mani. Perciò il mio popolo sarà deportato, a causa della sua ignoranza …” (Isaia 5:12-13). Isaia significa: “il Signore è la mia salvezza”. Egli è uno dei cinque profeti maggiori ed è anche il più grande fra tutti i profeti dell’Antico Testamento, Isaia è definito “profeta della redenzione” per gli argomenti trattati nella prima parte del Libro e “profeta evangelico” per i restanti capitoli. Le sue visioni profetiche ricoprono un periodo di più di mezzo secolo esattamente durante il regno di quattro re di Giuda: Uzzia, Jotam, Achaz ed Ezechia. Intanto, il Regno del Nord governato dal re Osea, con le sue dieci tribù, era stato giudicato e cacciato dalla presenza del Signore.

Giobbe: proverbiale pazienza o grandiosa vittoria?

bastoneNella Parola, sono contemplati cinque libri poetici: Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste e Cantico dei Cantici. Sono definiti tali per la loro struttura letteraria, perché formati quasi completamente da versi secondo lo stile e la metrica della poesia Ebraica, espressa con il cosiddetto “parallelismo”, (cioè la corrispondenza tra due o più pensieri di significato identico o opposto; questa corrispondenza può essere di contrasto, di armonia o di pensiero progressivo). I libri poetici sono delle vere e proprie massime sapienzali. Dalla mole di scritti e dalla loro presenza un po’ ovunque nella Bibbia, apprendiamo che la musica e la poesia unite insieme, sono presenti in tutti i momenti importanti della vita domestica e sociale del popolo ebraico, quali le nozze, la mietitura, la vendemmia, le feste, le vittorie in tempo di guerra. Per citare solo qualche esempio: l’inno di Mosè, di Debora, l’inno di Davide per Saul e Jonathan. Il libro di Giobbe è annoverato tra i più grandi poemi della letteratura antica. Risale al periodo patriarcale ed è con certezza il libro più antico della Bibbia, poiché in esso non è presente alcun cenno alla storia del popolo ebraico o alle sue istituzioni e ancor meno alla Legge mosaica. Giobbe era il Sommo Sacerdote della sua famiglia e qualcuno sostiene che Melchisedec e Giobbe fossero la stessa persona, perché entrambi erano: Principe, Sacerdote e Savio. “Ecco quel che abbiamo trovato riflettendo, così è, ti ascolta e fanne tesoro.” (Giobbe: 5:27) Questa frase pronunciata da Elifaz, uno dei tre amici di Giobbe venuti a consolarlo, è una tipica affermazione “a sproposito”! Essa non fu sicuramente incoraggiante, perché l’amico era convinto che il povero Giobbe avesse dei peccati nascosti e, non sapendo cosa dire, prima lo accusa e lo esorta ad accettare la sua condizione di peccatore senza porsi tanti quesiti, poi lo invita a ravvedersi: “riconciliati dunque con Dio; avrai pace” (Giobbe:22:21). Non è difficile immaginare i sentimenti di Giobbe in quel momento della sua esistenza. Lui che era un uomo di giustizia e di rettitudine, un uomo di preghiera e di vita esemplare forse come nessun altro sulla terra, non aveva pace, perché si sentiva colpito da Dio e abbandonato da tutti, ma soprattutto non comprendeva il comportamento di Dio nei suoi riguardi; aveva bisogno di risposte e di qualcuno che difendesse la sua causa davanti al Signore; egli era come la vittima in mano al proprio carnefice.

Spade, cazzuole e preghiere per la vittoria

Il libro di Neemia è uno dei dodici libri storici; essi narrano gli eventi di circa mille anni: dall’entrata di Giosuè con il popolo nella terra promessa fino a quattrocento anni prima della venuta di Cristo. Questo millennio di storia può essere suddiviso in quattro periodi fondamentali:

1) La storia della teocrazia o periodo dei Giudici; il Governo era esercitato dai Giudici e dai sacerdoti. Essi governavano da parte di Dio e la Legge dell’Eterno era il loro fondamento, quando non confondevano la teocrazia con una democrazia più libertina che liberale: “In quel tempo, non c’era un re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio”. (Giudici 21:25).

La Marta sbagliata

paneAi tempi della scuola, una delle mie materie preferite era la storia. Mi ha sempre affascinato conoscere abitudini, usi, tradizioni, in una parola la vita dei popoli antichi, in quanto nostri predecessori, perché ho sempre pensato che le loro esperienze sia vittoriose, sia fallimentari, sono il passato nel quale affondiamo le nostre radici culturali e dal quale non possiamo prescindere. Animata dal motto “hic et nunc”(qui e ora), dalla filosofia non ho mai trovato risposte pienamente soddisfacenti. La faccenda è che le domande della filosofia non mi sembravano per se stesse interessanti, “da dove veniamo?”, “dove andremo?”, e naturalmente le risposte, non mi parevano essere efficaci, in quanto tutte potevano essere giuste o sbagliate allo stesso tempo. I veri filosofi credo pensino proprio questo, che le domande siano più importanti delle risposte… Ricordo, sorridendo, l’opinione che aveva mia madre, circa i filosofi: “per farsi di queste domande, devono aver già conciliato il pranzo con la cena…” Onestamente, in fondo, anche il mio pensiero non credo differisca di molto… Schematizzando molto grossolanamente, ho compreso che l’oriente da più importanza all’“essere”, mentre l’occidente al “fare”.

Banconote contraffatte e falsari smascherati

bancfal2Fin dalla copertina, questo libro, “La disciplina del discernimento spirituale” di Tim Challis, Ed. ADI Media, mi ha colpito in modo particolare. Quattro porte bianche tutte uguali, ma solo una aperta. E sul retro, un commento più che affascinante: “Non si tratta semplicemente di capire la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, piuttosto di comprendere la diversità esistente tra ciò che è giusto e ciò che è quasi giusto.” C.H. Spurgeon. Se la copertina è risultata affascinante, l’inizio della lettura a dir poco intrigante: fine della seconda guerra mondiale, alto comando tedesco, banconote false … Per me, appassionata di storia da sempre, un invito a nozze. Ma l’argomento non era il discernimento spirituale? Infatti! E’ questione di banconote! Per riconoscere una banconota falsa, bisogna conoscere alla perfezione tutte le caratteristiche delle banconote vere. Funziona così anche con le dottrine bibliche. Per poter svelare, quindi rigettare, una falsa dottrina, ci è necessaria una profonda conoscenza di quella vera.

Cose da Buttare

cambiostagioneAlmeno due volte l’anno, in occasione del “cambio stagione”, le massaie modello sanno cosa intendo, facciamo un “repulisti” dei nostri armadi e sgabuzzini! Facciamo lo stesso con la nostra vita? Almeno un paio di volte l’anno, arieggiamo la nostra anima? Spazziamo il nostro cuore? Mettiamo ordine nel nostro spirito? Buttiamo le cose dell’uomo vecchio per far spazio a quelle dell’uomo nuovo? Proviamo a compilare insieme un elenco di “cose da buttare”: