10. NON CONFIDARE NELLE RICCHEZZE DEL MONDO Capitolo 4:13-17 e 5:1-6

Amore per il denaroL’Apostolo insiste, con toni marcati ed esortativi, l’importanza di continuare a confidare nella provvidenza di Dio piuttosto che del mondo. Alcuni, sicuri della posizione sociale ed economica raggiunta, avevano iniziato ad attribuire il successo della loro prosperità alle loro capacità umane escludendo dai loro programmi la volontà di Dio e il disegno per loro tracciato. Essi facevano progetti per il loro futuro tralasciando la ricerca e l’approvazione di Dio come se fossero padroni del loro futuro (vv. 13 e 14).

9. INVIDIA E AMORE PER IL MONDO, CAUSA DI CONTESE Capitolo 3:13- 18 e 4:1-10

invidiaIn questa sezione l’Apostolo tratta due argomenti che spesso sono causa di contesa e di guerre intestinali tra credenti: L’invidia e l’amore per il mondo. Entrambi sono cattive radici che generano alla chiesa “piccole volpi che guastano la vigna” Cantico dei Cantici 2:15 Pigliateci le volpi, le volpicine che guastano le vigne, poiché le nostre vigne sono in fiore! Egli, con grande rammarico, evidenzia lo stato morale in cui versavano alcune comunità giudaiche-cristiane, In contrasto con la sapienza che proviene dall’alto che è pacifica, mite, arrendevole e piena di misericordia (3:17).

8. DISCRIMINAZIONI E FAVORITISMI Capitolo 2:1-13

Different, leader, best, unique, fashion and discrimination concept. 3d render

In ogni società è sempre esistita e sempre esisterà la classificazione di genere, del povero e del ricco, del colto e del meno istruito. Differenze di provenienze geografiche, etnie, razza e persino economiche. In ogni società, antica o moderna che sia, professante una sorta di democrazia o socialista, è dominante la legge del forte sul debole, del potente sull’umile, del mito della popolarità sull’emarginato. I primi   attirano una sorta di naturale approvazione mentre gli altri, spesse volte, sono oggetto di discriminazione. L’Apostolo Giacomo esorta le chiese a praticare l’unità iniziando dalla considerazione spirituale di uno scambio di stima e rispetto reciproci, liberi dalle apparenze Matteo 22:16 E gli mandarono i loro discepoli con gli erodiani a dirgli: «Maestro, noi sappiamo che sei sincero e insegni la via di Dio secondo verità, e non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone.

6. DANNI CAUSATI DA UNA LINGUA (TROPPO) LIBERALE – Cap. 1:19-21 e Cap. 3:1-12

Immagine1

Conosciamo l’atteggiamento pragmatico e realistico di Giacomo, specialmente quando si tratta di compiere e portare a termine il servizio a Dio. In questi versi l’Apostolo tende a combattere l’ipocrisia di chi vuole fare il “maestro” a danno degli altri e l’importanza di vivere eticamente la fede in Gesù. Era attitudine peculiare delle autorità religiose dell’epoca ostentare una conoscenza scritturale per attirare su di sé il rispetto del popolo. Gesù, in più riprese, esortava i Suoi discepoli dal guardarsi dal lievito dei Farisei Matteo 23:5-8 Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; difatti allargano le lor filatterie ed allungano le frange de’ mantelli; ed amano i primi posti ne’ conviti e i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze e d’esser chiamati dalla gente: “Maestro!”. Ma voi non vi fate chiamar “Maestro”, perché uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli.