Salvata per grazia,non per opere

NatFoto sorella Antonellaa e cresciuta nella classica famiglia cattolica per tradizione, sono sempre stata una brava ragazza tutta casa e scuola. Ho sempre pensato, quindi, che questo mio comportamento mi avrebbe portato a meritare un posto sicuro in paradiso. Ma presto il Signore mi avrebbe fatto capire che solo con le mie forze non avrei meritato nulla. Il mio cammino di vero avvicinamento al Signore iniziò quando conobbi un ragazzo (che poi divenne il mio attuale marito), il quale iniziò a parlarmi del Signore in maniera diversa di come avevo sentito parlare fino ad allora. Spinta dalla curiosità, iniziai a leggere la Bibbia e a frequentare sporadicamente i primi culti di una Chiesa Evangelica. Questo nuovo modo di pregare, di lodare il Signore liberamente, senza preghiere recitate a memoria, iniziò a piacermi. Sentivo che già qualcosa dentro me stava cambiando. Iniziai infatti a confidare quotidianamente in Dio in tutti i campi della mia vita. La mia fede verso Dio cresceva ma la strada da percorrere era ancora lunga e il Signore doveva farmi capire ancora tante cose.

Perchè cerchi il Vivente tra i morti

 imagesSi fa un gran parlare su quella che viene chiamata Sacra Sindone, ovvero il supposto lenzuolo che avvolse Gesù dopo la sua morte. Attualmente esposta nel Duomo di Torino, meta di turisti religiosi e non, essa rappresenta un’icona per molti religiosi Cattolici. Ultimamente, però, nuovi esami provenienti da due ricercatori dell’Università di Liverpool e del Cicap(Comitato Italiano delle Affermazioni sul Paranormale) hanno dimostrato che metà delle macchie di sangue presenti sul lenzuolo non sarebbero compatibili (false) con la posizione del crocifisso, in particolare quelle dei polsi e della regione lombare. Analisi approfondite sulla composizione delle restanti macchie non sono state eseguite e non è certo che siano sangue o altro materiale. I due studiosi hanno concluso che, secondo loro, la Sacra Sindone non sarebbe altro che un prodotto artistico medievale (1260/1390).

Io, rinata in Cristo

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Sono nata in una famiglia con tanti problemi, uno di questi l’alcol. Ero una neonata e per parecchi giorni ho avuto febbre; mia madre molto preoccupata ha smesso di ubriacarsi. Il pediatra non si spiegava il motivo di questa febbre. Senza l’aiuto di nessuno e nella sua disperazione cercò aiuto in Dio. Fu accolta in una chiesa cristiana, i fratelli conoscendo il suo bisogno presentarono Gesù come risposta, pregarono per me e senza prendere medicina il Signore mi guarì.

Il tempo passò ma non i problemi, mia madre lamentevolmente si allontanò da Gesù e dalla chiesa e la situazione a casa si aggravava ancor di più. Come risultato sono cresciuta con molte insicurezze, credevo di essere un peso per loro, una buona a nulla; avevo un vuoto profondo e insoddisfazione. Ho cercato un senso al mio esistere: nell’ amicizia, nel divertimento, nel lavoro, nella religione (volevo diventare suora), anche nell’amore; ma nulla. Il vuoto dentro di me si faceva sempre più profondo. Stanca della mia vita, ho detto a Dio: se esisti davvero aiutami perché non voglio più vivere. Poco tempo dopo mia madre ritornò a Gesù. Vedere Il Signore trasformare la sua vita mi incuriosiva.

Accettai l’invito a una riunione giovanile, la semplicità, la felicita, la gioia che emanavano mi stupiva, volevo conoscere quel Dio. Ogni dubbio in me svanì. Con molta pazienza il Signore iniziò l’opera di salvezza con il suo grande amore, trasformando il mio cuore e i pensieri.

Ho dato la mia vita a Gesù e Gli ho chiesto continuare a riempire il mio vuoto, dare senso alla mia esistenza. Da quel giorno non fui più la stessa, Dio guarì ogni mia ferita, realizzai il Suo amore e perdono. Egli mi promise di non lasciarmi e non abbandonarmi mai; fino a oggi è stato fedele.

Anita

Indignazione e tristezza

mani che servonoAllora Gesù, guardatili tutt’intorno con indignazione, contristato per l’induramento del cuor loro, disse all’uomo: Stendi la mano! Egli la stese, e la sua mano tornò sana. (Marco 3:1-6)

Il sabato, giorno di riposo sin dalla creazione del mondo, divenne una legge perentoria al centro della quale doveva esserci il bene dell’uomo. I Farisei trasformarono la gioia del sabato in un formalismo gretto e pedante sabatarismo. Ecco alcuni assurdi precetti da osservare quel giorno: Non calpestare l’erba perché equivaleva a trebbiare; Non portare scarpe chiodate, equivaleva portare dei pesi. Anche dinanzi ad un reale bisogno i Farisei pretendevano la cieca osservanza.

L’inefficacia della legge

guarigionePoi (Gesù) disse loro: Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato. (Marco 2:23-28)

Ancora una volta sembra che Gesù voglia stimolare i lettori a trasgredire la legge. Così non è! Da buon Ebreo, Egli predicava e metteva in pratica tutta la Legge di Dio. Ma nel Suo cuore vi è, prima di tutto, il bene della persona. Ciò non significa che il fine giustifica i mezzi ma con grande sensibilità Egli mette al primo posto ciò che è utile per il benessere dell’uomo. D’altronde, nella compagine dei suoi seguaci non vi era una èlite di personaggi per bene, per questo motivo veniva accusato di avere comunione con i peccatori, coi diseredati, gli emarginati. Inconsapevolmente dichiaravano il profondo significato della Sua missione: “E Gesù, udito ciò, disse loro: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non son venuto a chiamar de’ giusti, ma dei peccatori” Marco 2:17.

Ama te stesso

CIELIETERRE2Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo meraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene. (Salmi 139:14)

Una delle maggiori difficoltà umane è realizzare un’armonica ed equilibrata considerazione di se stessi. Al di fuori della sfera spirituale, specchio della Parola di Dio, è impossibile! Mentre da una parte si tende a esaltare il proprio ego, dall’altra si pone scarsa valutazione della preziosità del nostro essere. In Genesi 1:31 è scritto: E Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: e fu il sesto giorno. Lo disse, in particolar modo, nel vedere l’uomo, la Sua creatura per eccellenza. Lo ha fatto a Sua immagine e somiglianza e vi espresse tutta la Sua intelligenza.

A mani alzate

manialzateIo voglio dunque che gli uomini faccian orazione in ogni luogo, alzando mani pure, senz’ira e senza dispute. (I Timoteo 2:8)

Ogni giorno sentiamo dalla cronaca di uomini che “alzano le mani” sui più deboli, donne, anziani e bambini. Alzare le mani è una manifestazione di debolezza caratteriale e l’espressione di istinti bestiali. Anche i credenti “alzano le mani” ma con scopi ben diversi. Alzare le mani è un segno di arresa; apriamo le palme per mostrare che non vi è alcuno strumento di offesa e ci si rimette completamente nelle mani del vincitore.

Solo per grazia

germoglioPossono gli amici dello sposo digiunare, mentre lo sposo è con loro? (Marco 2:18-22)

Il digiuno rappresentava, per i religiosi Giudei, uno dei tanti strumenti per guadagnarsi il favore di Dio. Gesù non volle annullare il valore del digiuno né tantomeno trasgredire la legge mosaica ma insegnare che non vi è nulla che l’uomo possa fare per meritarsi la grazia di Dio se non tramite la fede. Il messaggio della Buona Novella è indirizzato agli uomini che Egli gradisce e non a coloro di buona volontà (Luca 2:14). L’esercizio della fede produce la nuova nascita, ovvero cambia la natura del penitente in una nuova natura spirituale e caratteriale: “… se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove” II Corinzi 5:17.

La mietitura e gli operai – Giovanni 4:31-42

LA MIETITURA E GLI OPERAIIntanto i discepoli lo pregavano, dicendo: “Maestro, mangia”. Ma egli disse loro: “Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete”. Perciò i discepoli si dicevano gli uni gli altri: “Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?” Gesù disse loro: “il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l’opera sua. Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme. Poiché in questo è vero il detto: “L’uno semina e l’altro miete”.

Scienza vs Dio

Nel 1scienza-e-fede-1-638994 la storia del genere umano ha assistito al primo episodio di clonazione di un organismo vivente: la pecora Dolly.

La clonazione è la riproduzione artificiale di un intero organismo vivente o di una cellula.

Questo esperimento ha entusiasmato il mondo scientifico dando nuove prospettive per la cura di alcune malattie genetiche e neuro-degenerative tra cui il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer ma ha creato notevoli perplessità morali e etiche.

Qualche giorno fa, tutti i mezzi mediatici parlavano di un secondo episodio di clonazione avvenuto in Cina.

Questa volta le cavie erano scimmie.