Troppo tardi

sepolcrookMarta dunque disse a Gesú: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto (Giovanni 11:12)

Finchè Lazzaro, fratello di Marta e Maria ed intimo amico di Gesù, era ancora in vita, le due sorelle nutrivano la speranza dell’intervento divino ma l’attardarsi di Gesù aveva prodotto in loro la fine di ogni speranza. Lazzaro era morto. Chi potrebbe mai sperare contro ogni speranza? La morte sembrava aver sopraffatto la vita e Gesù, lo si evince dal tono delle parole di Marta, poteva averne qualche responsabilità. Per le sorelle non c’era più nulla da fare! Ma il tempo non è un problema di Dio ma dell’uomo.

Un cuore pronto

cuoreprontoIn data 25 marzo 2017, Milano ha ospitato una delle figure religiose più famose e osannate dal mondo cattolico: Papa Francesco. La città ha adottato misure di sicurezze massime per rendere il luogo più protetto, accogliente e dignitoso affinché ogni fedele, e non, potesse vivere tale esperienza nell’incolumità fisica. Misure adottate solo temporaneamente e per particolari eventi. Gli stessi fedeli si sono attrezzati di gadget con l’immagine del papa per essere in tema con l’evento e avere un ricordo della giornata trascorsa. La città si era preparata per accogliere il papa e, mi chiedo, se noi siamo pronti per ricevere Cristo Gesù nel nostro cuore, almeno, con la stessa cura e attenzione. La visita del papa ha sicuramente rallegrato il cuore e ravvivato una pseudo speranza nel cuore di molti ma nulla di più. Al di là di ogni sentimento, nulla è cambiato in loro. Solo Gesù può cambiare la condizione dell’uomo. Non tutti sono consapevoli del grande bisogno di Cristo. Molti si accontentano di un “surrogato” che produce solo illusione. E’ necessario riconoscere il bisogno di Dio e non di una figura.

La mia vita appartiene a Cristo

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A motivo del suo stato d’animo turbato, venni a conoscenza che frequentava una chiesa cristiana evangelica e da lì si rese conto che quello che aveva fatto non era buono agli occhi di Dio e che la cosa più giusta da fare era di ricongiungersi e ritornare a Lui. La notizia della loro riconciliazione mi sconvolse. Mio padre cominciò a raccontarmi di questa fede che stava vivendo con mia madre, di come il Signore parlò ai loro cuori affinché potessero riconciliarsi per il loro bene e quello dei propri figli. Mi parlava di questo Gesù come da persona innamorata, mi raccontava come Lui poteva consolare il mio cuore durante i momenti di sconforto e difficoltà. 

Nelle sue mani

manimondo“Il Signore è colui che ti protegge” (Salmo 121:5)

Ho lavorato oltre trent’anni presso un prestigioso Istituto Bancario Italiano in un periodo particolare in cui le banche erano prese di mira dai rapinatori. In tutto questo periodo, per ben quindici volte mi sono trovato coinvolto in queste circostanze di malavita ma non mi sono mai trovato direttamente in pericolo. Dio ha sempre protetto la mia incolumità fisica. Viviamo in una realtà in cui i valori morali e persino il necessario e naturale rispetto umano hanno perso significato.

Spezza il rancore

sorryUn noto signore con potere di decisione, sgridò il suo direttore perché in quel momento era arrabbiato. Il suo direttore, arrivato a casa, sgridò la moglie perché aveva speso troppo. La moglie,a sua volta, sgridò la domestica perché aveva rotto un piatto.

Dio è affidabile

AFFIDABILITA“Il mio aiuto vien dal Signore, che ha fatto il cielo e la terra” (Salmo 121:2)

Quando siamo bisognosi di aiuto e ci rivolgiamo a qualcuno è naturale chiederci se è in grado di soddisfare le nostre esigenze. Ben presto scopriamo che non vi è alcuno, su questa terra, che possa soddisfare appieno le nostre necessità. Anche se motivati da buone intenzioni, dobbiamo ammettere la precarietà umana e dirigerci verso Colui che non solo può, bensì vuole prendersi carico delle nostre ansietà. Un giorno Gesù incontrò un uomo, cieco e mendicante, il quale Gli chiese di prestargli attenzione. Gesù gli fece una domanda che al lettore distratto potrebbe sembrare alquanto superflua: “Che cosa vuoi che ti faccia?” 

Camminare attraverso le acque

camminarenelleacque“Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno …” (Isaia 43:29)

Talvolta il cristiano è reso capace dallo Spirito Santo di camminare sopra le acque delle proprie afflizioni e ottenere una completa vittoria, altre volte, invece, è chiamato a camminare attraverso le acque. Nel primo caso è fondamentale esercitare quella fede capace di smuovere le montagne, nel secondo caso deve applicare la fiducia e mantenere una costante visione sulla persona di Gesù. Mentre attraversava il Mar Rosso, il popolo di Dio camminava sull’asciutto ma, quale sgomento nel vedere quelle due muraglie di acqua che fiancheggiavano il loro cammino. Paura, dubbio e forse anche oppressione, ma la strada era quella; non c’era alternativa!

Camminare sopra le acque

camminaresulleacquePietro gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua”. (Matteo 14:28)

Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci che sfamarono oltre cinquemila persone, Gesù ritenne i Suoi discepoli abbastanza maturi spiritualmente per mostrargli la Sua vera natura: “Veramente tu sei Figlio di Dio”. Egli obbliga i Suoi a prendere la barca e attenderlo all’altra riva. In mare aperto una tempesta coglie l’imbarcazione e sebbene tra di loro vi fossero abili pescatori e conoscitori di quel mare, erano destinati a perire. Ancora una volta, Gesù viene in loro aiuto. Vedendolo camminare sulle acque, Pietro chiese di poterlo imitare. Smonta dalla barca e violando tutte le leggi della fisica, l’elemento liquido lo sostiene … sino a quando la ragione e la logica hanno il sopravvento.

A scuola dal Maestro

banchiscuolaNasco in una famiglia cattolica. Ho sempre frequentato la chiesa e l’oratorio fin da piccola. Mi sono sempre stati dati insegnamenti sulla Parola di Dio ma non avevo mai fatto un’esperienza con il Signore. Non l’avevo mai conosciuto davvero. Per me era morto sulla croce, resuscitato ma nulla di più. Non sapevo cosa fosse un’esperienza personale, conoscere davvero il Signore. Posso dire che l’origine della mia conversione parte nel settembre 2008, dopo 4 anni trascorsi insieme il mio fidanzato interrompe la relazione. È l’anno della maturità. Sono molto giù di morale e senza voglia di studiare per la tristezza che mi attraversa. Mi accorgo di Giacomo, mio compagno di classe da 5 anni ma mai conosciuto davvero. Non avevo mai parlato con lui se non per uno scambio di compiti o informazioni strettamente legate allo studio. Facevo casa-scuola-casa senza interessarmi di quelle che potevano essere amicizie scolastiche. Giacomo conosce la mia situazione, si preoccupa per me perchè mi vede assente, senza voglia di studiare e mi coinvolge in un gruppo di studio per aiutarmi a superare gli esami.